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L’autunno, la mia stagione preferita. Cammino per la città alla ricerca di fiori e rami per un ikebana semplice e li trovo ai margini di una recinzione, tra le crepe dell’asfalto, avviluppati ad una rete metallica arrugginita. Nessuno li guarda. Sono lì per me, per i miei occhi che li accarezzano e li scelgono con cura, perché nulla di ciò che poi raccoglierò verrà sprecato o scartato. Tutto quanto (quel poco) rivivrà nel mio vaso.

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Koi tsudoi ori
aki shizukani
mukimukini ori

Le carpe si radunano.
In silenzio, l’autunno avanza
in ogni direzione.

Ogiwara Seisensui
(1884-1976)  

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Tre lezioni di due ore  (si può partecipare anche a un solo incontro)

con Mara Della Pergola e Jenny Favari

Per informazioni: Milano, ISFEL (Istituto di Formazione Feldenkrais)

Lunedì 10, 17, 24 ottobre dalle 18,00 alle 20,00

Creiamo un ponte tra due discipline complementari valorizzando ciò che hanno in comune per contribuire a colmare l’antico e involontario gap tra mente e corpo.

La natura si manifesta in un incessante movimento a cui partecipano tutte le creature viventi. Il metodo Feldenkrais e l’arte dell’Ikebana, pur in ambiti diversi, sono in relazione intima e profonda con la natura e ne seguono le leggi dinamiche. Qui si incontrano per sperimentare un innovativo progetto multidisciplinare che, stimolando le capacità percettive senso-motorie e affinando la sensibilità estetica, apre nuove vie per attivare le nostre risorse espressive, rendere più creativa la vita quotidiana e arricchire l’immagine che abbiamo di noi stessi e del mondo che ci circonda.

Nel corso di ogni singolo incontro i partecipanti avranno modo di sperimentare una lezione di gruppo di metodo Feldenkrais e successivamente di realizzare un Ikebana, l’antica arte giapponese della composizione floreale, partendo da temi comuni.

  • 1 Sul sostegno
  • 2 Sul sentire gli spazi
  • 3 Sull’andare verso l’alto

Un soffio di vento tiepido scosta la tenda di lino e d’improvviso le mie narici si gonfiano, impregnandosi del dolcissimo profumo dei gelsomini.

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chabana

All’arrivo della primavera sento il desiderio di realizzare i miei ikebana con pochi fiori e qualche foglia. Ne nascono semplici composizioni che profumano di prato, a volte davvero minuscole. Eppure, se il bilanciamento delle tensioni asimmetriche dei diversi elementi genera un armonioso equilibrio dinamico dell’insieme, questi piccoli ikebana riescono a trasmettermi una sensazione di potente vitalità.

L’ikebana racconta la vita. E l’asimmetria è naturalmente vitale perché esprime il movimento e la trasformazione. Il fisico Pierre Curie sosteneva a questo proposito che è proprio la rottura della simmetria ciò che “crea il fenomeno”.

Anche noi siamo asimmetrici. La nostra struttura a prima vista presenta un’organizzazione simmetrica, in realtà non esiste una parte di noi perfettamente uguale a quella contrapposta. Moshe Feldenkrais conosceva bene queste nostre asimmetrie strutturali ma riteneva che non fosse tanto importante ‘combatterle’ quanto piuttosto imparare ad integrarle, a renderle armoniose equilibrandole in modo dinamico in un tutt’uno funzionale. Proprio come insegna l’arte dell’ikebana.

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