Si può, sai, stando qui

Stando molto fermi si crea una fessura
perché qualcosa entri e faccia movimento
in noi, e ci lavori piano, come capolavoro
da ultimare, a cui l’artista ignoto fa un ritocco
con ispirata mano, quasi demente
tanto è forte la spinta e delicata
la certezza del tocco.

Mariangela Gualtieri

 

Abitualmente, nella vita quotidiana, passiamo da un’azione all’altra in modo automatico, senza mai fermarci. Quando un insegnante Feldenkrais introduce una pausa all’interno della lezione, lo scopo non è certo quello di far riprendere le forze agli allievi.
La pausa qui, in realtà, è uno “spazio bianco” ricco di opportunità; è un intervallo essenziale affinché il sistema nervoso possa elaborare le informazioni sensoriali ricevute e registrare eventuali cambiamenti. È un momento che richiama la presenza e invita all’ascolto di sé. Il risultato è spesso sorprendente.

Point of Contact

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Marina Abramovic, Point of Contact (1980/2010). MOMA Opening Reception for “Marina Abramovic: The Artist Is Present” – Photo by Scott Rudd

 

Attraverso il contatto due persone, quella che tocca e quella che è toccata, possono diventare un nuovo insieme: due corpi collegati da due braccia e due mani sono una nuova entità.

Moshe Feldenkrais, Le basi del metodo, Astrolabio Editore


Il primo contatto è un rischio,

una sfida, una sorpresa, una scoperta.

 

Point of Contact. Performance ideata e messa in scena dall’artista Marina Abramović nel 1980 al De Appel Arts Centre di Amsterdam. Un uomo e una donna per un’ora si guardano fissi negli occhi sfiorandosi gli indici delle mani, puntati l’uno verso l’altro.

Nel corso della lunga, estenuante ed emozionante performance “The artist is present” (2010), il MoMA di New York ha continuativamente riproposto “Point of Contact”, avvalendosi di artisti scelti e formati dalla stessa Marina Abramovic.

 

sedetevi comodi

DopolavoroCAM-10Siete finalmente tornati a casa dopo una faticosa giornata di lavoro e desiderate sedervi in poltrona per godervi la lettura di un buon libro? Bene! Mettetevi comodi. Ma come?

Rendete stimolante la vostra serata: provare tutte le possibili variazioni che la fantasia vi suggerisce!

 

 

Consigli di lettura: Bruno Munari, Ricerca della comodità in una poltrona scomoda, Mantova, Corraini Editore, 2013

munari1Photo by Archivio Domus

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Compagnia Lyria
Giulia Gussago, Duo per poltrona e danzatrice

I movimenti dell’uomo, una sfida all’immaginazione

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L’uomo…

Può camminare su un filo attraverso le cascate del Niagara, cosa che nessun gatto potrebbe fare neanche se tenesse un’asta in equilibrio sul muso. Può saltare con l’asta, fare pattinaggio artistico, suonare un assolo di batteria e combattere un toro come il torero che si sposta dalla traiettoria del toro inferocito solo quando le corna sfiorano la cappa rossa. Può lanciarsi da un trampolino sugli sci, fare giochi di equilibrio con dieci oggetti in aria, battere a macchina trecento parole al minuto, ballare il tip-tap, eseguire acrobazie su trapezi volanti, ballare il flamenco ed eseguire volteggi e piroette. I pescatori di perle possono stare sott’acqua in profondità fino a cinque minuti, e i ginnasti olimpionici possono eseguire esercizi con una sola mano sulle parallele e gli anelli. Per non parlare del lancio dei coltelli. I movimenti e l’abilità dell’uomo sono una sfida all’immaginazione. 

Moshe Feldenkrais, in “Le basi del metodo”

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