Anteprima corso online ikebana

I periodi di transizione sono spesso entusiasmanti, complessi e faticosi. In questi giorni sto rivedendo la disposizione dei mobili nel mio studio così da poterlo trasformare in set per il mio video corso sull’ikebana.
Nelle prossime settimane, se non ci saranno intoppi, inizierò a registrare.
Se desideri seguirmi in questo percorso che porterà alla pubblicazione del corso online iscriviti qui alla mia newsletter.

Anteprima corso online ikebana

È impressionante scoprire la quantità di oggetti che si sono accumulati in soli due anni in quella piccola stanza, moltissimi dei quali del tutto superflui. Adesso lo studio è quasi vuoto e ci sto bene. È tornato ad essere uno spazio ‘vivo’, che respira, sgombro ed essenziale, fedele all’espressione che ho scelto per riassumere il mio percorso di ricerca: MinimoEssenziale.

In realtà questo è stato il lavoro più semplice. Tutto il resto (stesura della scaletta, scrittura dei testi, apprendimento delle regole di base per le riprese audio-video, ecc.) è una montagna da scalare.

Proprio in questo momento mi rendo conto di quanto sia importante fare spazio, dentro e fuori di sé. Se non c’è spazio non può entrare il nuovo che sta per arrivare.

Fare spazio significa innanzitutto trovare tempo per sé: la pratica dell’ikebana è senz’altro la mia preferita per prendermi cura di me stessa, ma lo è anche, per esempio, leggere un libro. Quindi, per affrontare questo periodo che assomiglia ad una corsa adostacoli, ho deciso di dedicare più tempo alla lettura.

E così, per restare in tema, ho pensato di concludere questo post condividendo una poesia il cui titolo ha già in sé il nocciolo della questione.

Programma di minima

Distacco, rinuncia, ascesi –
questo sarebbe già volare troppo alto.

Impressionante come di tutto si può fare a meno. 
Non prendere nota delle offerte speciali,

puro piacere! Non emergere da nessuna parte, 
tralasciare il più –

Acquisto di conoscenza tramite gesti di rifiuto.
Solo chi non vede tante cose

può vedere qualcosa.
L’Io: una forma cava,

definita da ciò che tralascia. 
Quel che si può tener stretto,

quel che ci tiene stretti
è il meno.

Hans Magnus Enzensberger
da Chiosco (Sentimenti confusi) traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi

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