Canale Youtube Studio Spazio Bianco di Jenny Favari. Ikebana, Arte e Natura

Ho aperto il canale Youtube di Studio Spazio Bianco dedicato all’arte dell’Ikebana e non solo. L’idea è nata dall’esigenza di dare più spazio a pensieri, tutorial, recensioni e interviste. Sono davvero molto felice d’aver intrapreso questa nuova avventura e, naturalmente, siete tutti invitati ad iscrivervi e a seguirmi.

Sino a qualche tempo fa non avrei mai immaginato di poterlo fare. Poi è arrivato il lockdown e questa chiusura mi ha spinto ad aprirmi verso nuovi canali e ad esplorare nuovi linguaggi.

C’è voluta molta pazienza e il percorso non è stato lineare. Incertezze, errori da principiante e tentativi andati a vuoto hanno rallentato la pubblicazione dei primi video. A controbilanciare gli inciampi sono stati l’entusiasmo e il desiderio di proporre qualcosa di nuovo e di stimolante.

Credo di esserci riuscita. I primi tre video sono online e altri arriveranno prestissimo. Ho in mente di sviluppare quattro filoni principali:

  • video dedicati all’ikebana,
  • contenuti inerenti la floricoltura sostenibile,
  • vlog di vita lavorativa quotidiana
  • e video Tips & tricks.

Youtube è un canale che permette tempi lunghi, perfetti per l’arte dell’Ikebana.

Non resta adesso che cercare di fare del mio meglio per offrire contenuti di qualità e pubblicarli con costanza. Vedremo se saprò mantenere la promessa!

Canale Youtube Studio Spazio Bianco – Ikebana. Arte e natura

Anteprima corso online ikebana

I periodi di transizione sono spesso entusiasmanti, complessi e faticosi. In questi giorni sto rivedendo la disposizione dei mobili nel mio studio così da poterlo trasformare in set per il mio video corso sull’ikebana.
Nelle prossime settimane, se non ci saranno intoppi, inizierò a registrare.
Se desideri seguirmi in questo percorso che porterà alla pubblicazione del corso online iscriviti qui alla mia newsletter.

Anteprima corso online ikebana

È impressionante scoprire la quantità di oggetti che si sono accumulati in soli due anni in quella piccola stanza, moltissimi dei quali del tutto superflui. Adesso lo studio è quasi vuoto e ci sto bene. È tornato ad essere uno spazio ‘vivo’, che respira, sgombro ed essenziale, fedele all’espressione che ho scelto per riassumere il mio percorso di ricerca: MinimoEssenziale.

In realtà questo è stato il lavoro più semplice. Tutto il resto (stesura della scaletta, scrittura dei testi, apprendimento delle regole di base per le riprese audio-video, ecc.) è una montagna da scalare.

Proprio in questo momento mi rendo conto di quanto sia importante fare spazio, dentro e fuori di sé. Se non c’è spazio non può entrare il nuovo che sta per arrivare.

Fare spazio significa innanzitutto trovare tempo per sé: la pratica dell’ikebana è senz’altro la mia preferita per prendermi cura di me stessa, ma lo è anche, per esempio, leggere un libro. Quindi, per affrontare questo periodo che assomiglia ad una corsa adostacoli, ho deciso di dedicare più tempo alla lettura.

E così, per restare in tema, ho pensato di concludere questo post condividendo una poesia il cui titolo ha già in sé il nocciolo della questione.

Programma di minima

Distacco, rinuncia, ascesi –
questo sarebbe già volare troppo alto.

Impressionante come di tutto si può fare a meno. 
Non prendere nota delle offerte speciali,

puro piacere! Non emergere da nessuna parte, 
tralasciare il più –

Acquisto di conoscenza tramite gesti di rifiuto.
Solo chi non vede tante cose

può vedere qualcosa.
L’Io: una forma cava,

definita da ciò che tralascia. 
Quel che si può tener stretto,

quel che ci tiene stretti
è il meno.

Hans Magnus Enzensberger
da Chiosco (Sentimenti confusi) traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi

Multifactory R84 Studio Spazio Bianco

Da oltre un anno sono orgogliosamente parte di questo stimolante progetto che si chiama “Multifactory R84“. Uno spazio condiviso dove professionisti, artigiani e artisti portano avanti la propria professione e collaborano a progetti comuni.

Cos’è una multifactory? Qual è la differenza rispetto a un coworking?

Per saperne di più, ecco un articolo che “Italia che cambia” ha recentemente pubblicato sul suo sito e un video che raccontano questa realtà unica in Italia.

Avere il proprio studio all’interno di questa multifactory significa condividerne i valori, credere in un modello di sviluppo alternativo, decentralizzato, fondato sui principi dell’economia sistemica.

In una Multifactory ogni realtà conserva la propria indipendenza operativa, ha un suo spazio privato ma è responsabile, insieme a tutte le altre, delle parti comuni e delle scelte strategiche.

I tre principi cardine del modello sono: la condivisione delle decisioni, il rispetto e la valorizzazione delle diversità e la vocazione a produrre progetti di natura artigianale.

Una Multifactory recupera edifici non più in uso, li riqualifica, senza grandi flussi di investimenti, colma il vuoto lasciato da precedenti attività industriali o artigianali, con il risultato di riqualificare non solo l’edificio stesso, ma anche l’area circostante.

Una Multifactory è un’opportunità concreta per sperimentare nuovi scenari per il futuro ed io sono felice di poter dare il mio contributo con le attività che Studio Spazio Bianco ha messo in campo e che programmerà nei prossimi mesi, sia in presenza che online.

Studio Spazio Bianco

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