Studio Spazio Bianco si appassiona al Nero grazie ad un saggio di Alessandro Carrera tutto dedicato alla Cappella realizzata da Mark Rothko a Huston.

“Poiché siamo a Huston, e la NASA è a due passi, e siccome la cappella è stata costruita negli stessi anni in cui l’agenzia spaziale mandava astronauti sulla luna, l’accostamento è inevitabile: pare di entrare in un gran modulo spaziale, come se i pannelli fossero vetrate che permettono di spingere lo sguardo nel profondo del nero interstellare, o nel tempo perduto in cui le stelle non brillavano ancora e solo strisce di materia rigavano la compattezza di un buio che non avvolgeva ancora nessuno. Strisce indifferenti al nostro avvicinarsi o allontanarsi; seguono rotte che appartengono solo a loro. Forse ci mostrano com’era l’universo un attimo prima del “Sia fatta la luce”, o forse ci avvertono che anche la luce creata può rendersi invisibile, venire riassorbita dalla consistenza del buio.” (p.18)

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