goya
Aun Aprendo (Museo del Prado)

La sindrome di Stendhal mi colpì in un tardo pomeriggio d’autunno di tanti anni fa al Louvre, quando, ormai stremata, venni catturata dallo sguardo della marchesa Mariana Waldstein.

Delle collezioni del Louvre è il mio unico ricordo. Da allora non ho mai smesso di amare Goya e di andare appassionatamente alla ricerca delle sue opere nei musei e nelle gallerie visitati in questi anni.

Eppure questa piccola incisione, datata tra il 1825 e il 1828 (anno della scomparsa di Goya), mi era sfuggita. Un uomo ormai molto anziano, dalla barba lunghissima, piegato dagli anni, che cammina sostenendosi sui suoi due bastoni. In cima al disegno una scritta autografa: Aun aprendo, “Ancora imparo”. Una concisa quanto incisiva testimonianza dell’inossidabile volontà di continuare ad imparare di un’artista straordinario che, nonostante la vecchiaia e la malattia, lavorò ininterrottamente e con entusiasmo anche negli ultimi anni della sua vita, evolvendo la sua arte verso sempre nuove vie espressive.

Non posso non ricordare a questo proposito che Moshe Feldenkrais teneva in grande stima gli artisti proprio per la loro capacità di coltivare lungo tutta la loro vita il desiderio di crescere e migliorarsi, osservando acutamente che vi sono artisti in ogni tipo di professione, ma sono purtroppo pochi fra la massa”.

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