incenso (William Warby, Flickr)Photo by William Warby

Si avvicina il Natale e l’olfatto tornerà ad essere protagonista delle nostre vite. Addobberemo le nostre case con candele profumate e decorazioni d’abete dal pungente odore di resina. Offriremo ai nostri ospiti piatti prelibati e ottimo vino per la gioia del nostro naso e dei nostri occhi ancor prima che della bocca.

Italo Calvino scrisse un bellissimo racconto dal titolo “Il nome, il naso” che narra di un mondo dei primordi “tutto naso”.

…quando la savana la foresta la palude erano una rete d’odori e correvamo a testa bassa senza perdere il contatto col terreno aiutandoci con le mani e col naso a trovare la strada, e tutto quello che dovevamo capire lo capivamo col naso prima che con gli occhi, il mammuth il porcospino la cipolla la siccità la pioggia sono per prima cosa odori che si staccano da altri odori, il cibo il non cibo il nostro nemico la caverna il pericolo, tutto lo si sente prima col naso, tutto è nel naso, il mondo è naso, noi del branco è col naso che sappiamo chi è del branco e chi non è del branco, le femmine del branco hanno un odore che è l’odore del branco, e poi ogni femmina ha un odore che la distingue dalle altre femmine, tra noi tra loro a prima vista non c’è molto da distinguere siamo tutti fatti allo stesso modo e poi cosa vuoi stare lì tanto a guardare, l’odore sì quello uno ce l’ha differente dall’altro, l’odore subito ti dice senza sbagli quel che ti serve di sapere, non ci sono parole né notizie più precise di quelle che riceve il naso.

Poi l’uomo si staccò dalla terra e fu così che gli occhi presero il sopravvento.

Ci sono certi tra noi che hanno preso quest’abitudine di camminare senza posare mai le mani per terra e riescono ad andare anche svelti, a me un po’ mi gira la testa e alzo le mani per aggrapparmi ai rami come quando stavo tutto il tempo sugli alberi, ma poi m’accorgo che riesco bene a tenere l’equilibrio anche di quassù in cima, il piede s’appiattisce sul terreno e le gambe vanno avanti anche se non piego i ginocchi. A tenere il naso sospeso nell’aria certo le cose che si perdono sono tante: notizie che puoi tirar fuori annusando la terra con tutte le tracce di bestie che sono passate, annusando gli altri del branco specialmente le femmine. Ma si hanno in cambio altre cose: il naso più asciutto che sente odori lontani portati dal vento, i frutti degli alberi, le uova degli uccelli nei nidi. E gli occhi aiutano il naso, afferrano nello spazio le cose, le foglie di sicomoro, il fiume, la striscia azzurra della foresta, le nuvole.

Perché non approfittare del periodo natalizio per riscoprire il senso dell’olfatto? Inizierò godendomi un preziosissimo incenso giapponese, gelosamente conservato per anni nella suo raffinato involucro di carta di riso.

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