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I libri per l’estate. Ogni anno il solito dilemma: che libri porto con me in vacanza? Ma le mie vacanze, anche quelle programmate per il riposo, si trasformano sempre in viaggi ricchi di scoperte e nuovi incontri; non c’è tempo per la lettura e ritorno puntualmente a casa con i libri ancora intonsi.

Quest’anno l’estate è stata talmente pigra e calda, sembrava non volersene andare più, e così ho rimandato gli impegni e mi sono cullata in questa dimensione sospesa, in attesa non si sa bene di chi e di che cosa; ho messo tra parentesi i ritmi del quotidiano e ho spulciato tra gli appunti, sistemato le fotografie, riordinato i cassetti…

Ed è così che la scorsa settimana, del tutto casualmente ed inaspettatamente, ho trovato il mio libro per l’estate. Il titolo era lì, una noticina scritta chissà quando sul margine di un foglio: “Canto alla durata” di Peter Handke.

Mi sono immersa subito nel testo e, sin dai primi versi, mi ha rapito il cuore e l’anima. Mi corrisponde nel profondo. Le parole scritte risuonano in me familiari, già conosciute: sono le mie parole, le mie emozioni, i miei sentimenti e i miei pensieri. Sono felicemente un tutt’uno con questo canto, intensa riflessione sul senso della durata.

Consigli di lettura: Peter Handke, “Canto alla durata”, Edizioni Braitan, 1988 (Einaudi, 1995)

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