Rispondo a due domande sull’ikebana che mi sono state fatte spesso nel corso degli anni:

Si usano i rami secchi o spogli?

Esistono ikebana senza fiori?

La risposta che mi sento di dare viene dal mio personale modo di interpretare e vivere quest’arte, ed è unica per entrambe le domande.

Tutte le composizioni dovrebbero sempre rappresentare un’ideale continuità tra mondo esterno e interno, come se fossero una sorta di calendario vivente che, giorno dopo giorno, porta nelle nostre case i messaggi di bellezza e di armonia della natura.

Saremo quindi tanto più vicini allo spirito originario dell’ikebana quanto più assecondiamo il ritmo delle stagioni, mettendo in risalto la ciclica trasformazione degli elementi naturali.

I rami secchi o spogli, accostati a materiali vivi e verdi, raccontano l’evolversi spontaneo della vita.

Anche un ikebana senza fiori ha molto da trasmetterci. Penso ad esempio alla sensazione di forza che emana un ramo di pino, all’eleganza che hanno alcune foglie, come quelle dell’aspidistra, o alla gioiosa allegria delle bacche autunnali. La loro bellezza non è certo secondaria rispetto a quella dei fiori.

Lasciamoci sorprendere dai nostri ikebana! Se in inverno non ci sono fiori in giardino, raccogliamo un ramo che ci colpisce per la sua forma e disponiamolo con amore in un vaso. Sarà capace di raccontarci una bella storia.

In questi giorni mi sono dedicata ai cestini.

Questo è un buon periodo per sperimentarli per le nostre composizioni: i loro colori ci ricordano quelli delle foglie autunnali, accordandosi perfettamente con la natura in questo periodo dell’anno.

I cestini iniziarono ad essere utilizzati per le composizioni floreali a partire dalla fine del XIV secolo. Per tradizione vengono associati alla raccolta di fiori spontanei.

Gli ikebana nei cestini emanano un senso di calore e di intimità.

Il popolo giapponese ha una tradizione antichissima di artigianato con intrecci di bambù. In Giappone i cestini sono davvero una faccenda seria ed è per questo che li trovi esposti nei più importanti musei d’arte delle principali città del Paese.

Gli Hanakago, questo è il loro nome, non sono oggetti ordinari perché nelle mani di un maestro artigiano il ruvido e rigido bambù prende incantevoli forme, sinuose e morbide, per dare vita a qualcosa di incredibilmente bello, complesso e creativo.

Personalmente li adoro; negli anni sono riuscita ad acquistarne alcuni da artigiani giapponesi, altri li ho cercati e trovati nei nostri mercatini locali. Li colleziono (ma solo in fotografia) sfogliando libri e navigando nel web.

Qual è il tratto distintivo dell’Ikebana rispetto alle altre arti? L’Ikebana si distingue perché lavoriamo con materiali vivi, la cui forma può cambiare anche solo dopo una manciata di minuti.

La consapevolezza di avere tra le mani una cosa viva e il sentimento di rispetto che nasce in noi da questa consapevolezza sono fondamentali per imprimere all’atto creativo la giusta intenzione.

Se questo viene a mancare, la composizione esprimerà una bellezza superficiale anziché emanare quella forza vitale che la rende ‘vera’.

Il piacere di stare a contatto con la natura, senza fretta, godendo con tutti i sensi di questo incontro intimo e profondo: ecco che cosa mi spinge ogni giorno a realizzare un nuovo Ikebana.

La “to do list” sempre più lunga m’implora di cancellare almeno una riga e invece io sono qui, tra foglie e fiori, a perdere la nozione di tempo. Li sento tra le mie dita, assorbo la loro luce e “il naufragar m’è dolce in questo mare”.

Non amo parlare del significato simbolico dei fiori, se non per approfondire un particolare argomento di carattere storico-artistico. 
Fatta questa eccezione, che senso ha dire “il giglio significa fierezza”, oppure “se regali un giglio manifesti il tuo amore assoluto”? 
~
Ogni giglio è unico e ogni persona è unica. Ciascuno di noi vede in quel fiore qualcosa di diverso, anche in relazione alla sua storia personale e alle sue emozioni. Specialmente quando pratichiamo l’ikebana.
Prendiamoci la libertà di esprimere con un fiore quello che desideriamo!

Studio Spazio Bianco

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