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una tensione dinamica

gendaika una tensione

Riprende la serie di lezioni che sperimenta l’incontro tra il metodo Feldenkrais e la pratica dell’ikebana.

Questa settimana la lezione si è focalizzata sul tema dell’allungarsi e della tensione dinamica che ne consegue.
Allungarsi per raggiungere qualcosa è una delle azioni più comuni e gli esempi sarebbero infiniti. Grazie al metodo Feldenkrais impariamo ad organizzarci meglio, così da poterci allungare senza fatica, con piacere, senza compromettere l’equilibrio e la nostra comodità.

Anche nella pratica dell’ikebana ci sono molti stili dove una tensione viene bilanciata dall’armonia dei diversi elementi che creano la composizione. Nello stile Gendaika “Una tensione”, in particolareun elemento si espande nello spazio con un movimento deciso, esprimendo una tensione che, seppur forte, non compromette l’equilibrio d’insieme della composizione.

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riusciremo mai ad essere più umani?

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Abbiamo concluso il primo ciclo di questo corso sperimentale dove il metodo Feldenkrais e l’arte dell’ikebana si specchiano l’un l’altra alla ricerca di reciproche assonanze armoniche.

Si vede nella foto che sono felice del risultato sin qui ottenuto?

Perché dedicare tanta attenzione a semplici gesti come sollevare un braccio da terra o mettere un fiore in un vaso? Spesso mi pongo questa domanda e potrei dare ogni giorno una risposta diversa.
Oggi rispondo con un interrogativo esistenziale, il finale aperto di una poesia di Andrea De Alberti: “riusciremo mai ad essere più umani?”.

Se siete interessati alla poesia nella sua interezza, eccola:

Gorilla

Noi depressi come gorilla,
con gli occhi tristi e bagnati
di chi prende importanti decisioni,
con la depressione pronta a colpire
nel terzo ventricolo subcraniale:
quello dell’ipotalamo,
del nucleo accumbens,
della ghiandola pineale,
noi depressi come i gorilla dalla schiena argentata,
dal troppo piombo e mercurio
che ci tocca sopportare,
nei cui geni c’è la traccia fossile
di bellissimi comportamenti primordiali,
noi come i gorilla ai quali,
se si riduce lo spirito competitivo,
aumentano le chances di vincere lo stress,
di sopravvivere più uniti ai morsi della fame,
noi come i gorilla
riusciremo mai ad essere più umani?

Il tocco e il tempo lento dell’ascolto

Koho Shoda (1871-1946), Scena notturna

Breve nota sulla seconda lezione del corso che sposa il metodo Feldenkrais all’arte dell’Ikebana. Una lezione tutta dedicata al tocco, per imparare a migliorare le nostre esperienze tattili e rendere più raffinata la qualità dei movimenti delle nostre mani.

Come toccare il petalo delicato di un fiore o di un bocciòlo? Come sentire l’elasticità o la rigidità di uno stelo? Come imprimere forza per piegare un ramo?

Ne L’uomo parallelo il mio amatissimo Tonino Guerra scrive:

 

Ieri finalmente ho fatto una prova di lentezza. Mi spiego meglio. Ho cercato di imprimere alle mie azioni una velocità ridotta. Come se mi muovessi al rallentatore.(…) Ho notato che il corpo, e soprattutto le braccia e le gambe, sanno iniziare e concludere bene qualsiasi azione. Restano indecise nei momenti intermedi, quando cioè l’azione è a meta strada. Quindi ho cercato di insegnare alle mani a muoversi nell’aria, come se avessero una serie di scopi prima di arrivare a posare a terra le scarpe perché la lentezza disorienta un gesto, gli toglie la memoria. (…) Dare naturalezza a un modo di muoversi lento è una cosa tremenda. Eppure sentivo che il corpo era attento e affettuoso. Si divertiva, insomma.

Quello che abbiamo cercato di sperimentare durante questa lezione è stato proprio il procedere adagio che, come poeticamente osserva Tonino Guerra, ha il potere di disorientarci e al contempo di divertirci, creando la condizione ideale per un ascolto di noi stessi attento e affettuoso, capace di generare gesti nuovi e pensieri nuovi che andranno ad arricchire le nostre esperienze conoscitive.

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ikebana e feldenkrais? Sì, insieme!

Ci sono giorni così, felici. E’ una domenica mattina del nuovo anno. Preparo tutto quanto servirà per il corso che sta per iniziare: fiori, dispense, cesoie, vasi, coperte, cuscini, secchi e tovagliette; un insieme solo apparentemente confuso di materiali che serviranno per la lezione.
E’ una giornata splendida, il cielo è cristallino e il sole brillante. Caldo ed accogliente il luogo che ci ospita. Ma la gioia più grande è il ritrovarsi dopo tanto tempo insieme.
Il tema che affronteremo sarà quello del sostegno, declinato in una prospettiva multidisciplinare che sposa il metodo Feldenkrais all’arte dell’Ikebana e che spero sarà da stimolo per la nostra ricerca creativa. Sento l’emozione e l’entusiasmo di un nuovo inizio.

1. Takeuchi Keishu, Madre e bambino

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Nel pomeriggio, passeggiando lungo le vie del centro, la fortuna vuole che mi ritrovi per caso faccia a faccia con questo ‘gioiellino’ datato 1942. E’ lì, al mercatino dell’antiquariato, che mi sta aspettando. Ci sono giorni così, felici.

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Feldenkrais for everyday life

Marcela Bretschneider: project leader and director
Diana Sternbach: assistant director
Tomas Utillano: cinematographer
Sebastian Viggiola: editor

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